Per i “Grandi Grandi” non è mai indispensabile
scrivere necrologi, anzi, dovrebbe essere le-
galmente proibito. È vero, si percepirà, accu-
serà, la loro mancanza fisica; ma il loro con-
tributo umano, il che comprende professio-
nale, sarà stato così autentico, che in Na-
tura saranno diventati immortali. Il galan-
tuomo Giacomo Tachis, non avrebbe mai
avuto il coraggio di “parlare in conferenza”
di vino con Giulio Gambelli. Chissà se Carlin
Petrini, Carlo Cambi, Daniele Cernilli, i Co-
tarella, Donato Lanati e tutti gli alchimisti-
enologi avranno mai avuto la fortuna di as-
saggiare, senza formalità, qualche vino con
IL Giambelli?
Avrebbero provato l’amore di gruppo, non il sesso
di gruppo. Ai Michel Rolland, agli accademici INAO,
OIV, Academie du Vin, si conferisca pure “Ordine
della Giarrettiera”, “Collare Olimpico”, “Ordine Piano
Vaticano”. Quanti stimano Giulio Gambelli sono coloro
i quali non avranno mai bevuto certe
bevande, a base uva, definite vino. Dal mercato,
pardon,
dal marciapiede.